STRAGE DI PAUPISI, LA PERIZIA: SALVATORE OCONE ERA IN GRADO DI INTENDERE E VOLERE

Secondo l’esperto, quanto accaduto non sarebbe riconducibile a una psicosi o a un’infermità mentale, ma a una violenta esplosione emotivo-passionale maturata dopo una lunga tensione familiare

Svolta nel processo a Salvatore Ocone, imputato per il duplice omicidio della moglie e del figlio minore, nonché per il tentato omicidio della figlia Antonia e sequestro di persona. La perizia psichiatrica depositata presso la Corte d’Assise di Benevento stabilisce che, al momento dei fatti, l’imputato era pienamente capace di intendere e di volere. Secondo l’esperto, quanto accaduto non sarebbe riconducibile a una psicosi o a un’infermità mentale, ma a una violenta esplosione emotivo-passionale maturata dopo una lunga tensione familiare. Ocone è stato inoltre ritenuto pienamente capace di affrontare il processo e di esercitare il proprio diritto di difesa. Il procedimento può quindi proseguire senza impedimenti legati alla sua imputabilità.

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