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Vediamo solo un disperato e giriamo al largo. Strano. Per gli italiani una volta l’ospite era sacro. Come se non bastasse, il giovane annovera un padrino ed una madrina come Paul Newman e Jamie Lee Curtis.Gli esordi con papà e mammaNonostante l’esorbitante popolarità ottenuta grazie ad opere come il lynchiano Donnie Darko e I Segreti di Brokeback Mountain struggente dramma che gli frutta una candidatura all’Oscar la carriera cinematografica di Jake ha inizio alla tenera età di 10 anni con il divertente Scappo dalla Città La vita, l’amore e le vacche.Nel 1993 viene diretto dal padre in Una Donna Pericolosa, pellicola basata sullo script della madre Naomi.Papà lo dirige una seconda volta nella commedia del 1998 Homegrown I Piantasoldi.In seguito lavora come bagnino, trovando anche il tempo di iscriversi alla Columbia University di New York.Nel 2002 tuttavia decide di abbandonare tutto e di dedicarsi al mondo del palcoscenico.La star debutta quindi al Warrick Theater di Londra in “This Is Our Youth” di Kenneth Lonergan, al fianco di Anna Paquin. La convincente performance gli vale il London Evening Standard Theatre Award come “miglior interprete esordiente”.La carrieraDopo aver indossato le allucinati vesti del visionario Donnie nel cult di Richard Kelly, Gyllenhaal è intento a sfuggire alla catastrofe naturale di Roland Emmerich nel glaciale The Day After Tomorrow l’Alba Del Giorno Dopo.Il 2005 è l’anno del tormentato cowboy omosessuale nel capolavoro di Ang Lee, del determinato studente di Proof La Prova, nonché del coraggioso marine soprannominato Jarhead.A seguire arrivano Zodiac di David Fincher (2007), Rendition Detenzione illegale (2008) di Gavin Hood e Brothers (2009) di Jim Sheridan. Lo vediamo protagonista scanzonato e sregolato, destinato ad un futuro di gloria in Prince of Persia Le sabbie del tempo (2010), amante romantico in Amore altri rimedi, dove fa coppia con Anne Hathaway e vittima di una missione segreta in Source Code, il secondo lungometraggio di Duncan Jones.

Liberamente tratto da un dramma di Rosario Garibaldi Bosco, traspone il già nominato film a soggetto Il giorno di San Sebastiano (1994), ritornando poi ai cortometraggi con: Viaggiu dulurusu (1995), opera musicale di Vincenzo Mancuso e Cosimo Scordato tratta dalla novena “Viaggiu dulurusu di Maria e lu so spusu” scritta da Binidittu Annuleri nel 1783, che descrive il viaggio di Maria e Giuseppe durante la natività, ma trasportandolo in terra sicula; e Paolo Borsellino (1995). Nel 1997, arriva I briganti di Zabut (1997), ispirato a un fatto di cronaca vera che racconta di una banda di banditi di Sambuca e del loro processo. Ma è nel 2000, con Placido Rizzotto (2000) che conquista definitivamente la critica italiana.

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