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proprio così che si presenta nella commedia di Todd Louiso (già timido commesso di un negozio di dischi in Alta fedeltà, passato alla regia nel 2002 con Love Liza) dove veste gli abiti di un aspirante cantante che sogna per sé e il suo gruppo vocale Meridian 8 un improbabile contratto discografico. Se in Rushmore Schwartzman interpretava un quindicenne con il pallino per grandiosi spettacoli teatrali, in Un microfono per due è uscito dal liceo lasciando in sospeso il rapporto con il suo mentore e insegnante di musica Gribble (Ben Stiller) insieme all’ultima rappresentazione teatrale dalla quale è fuggito in piena crisi di pianto. Il liceo i corridoi, le classi, il palco del piccolo auditorium è il luogo dove il corpo minuto e agile come un furetto dell’attore californiano sembra trovarsi maggiormente a suo agio.

Ancora più rilevante nella sua carriera la collaborazione artistica con Francesco Maselli ne I delfini (1960) e Gli indifferenti (1964).In seguito a L’imprevisto (1961) di Alberto Lattuada, eccolo nel cast di Boccaccio ’70, diretto da Luchino Visconti, in un episodio nel quale interpreta un arido e meschino conte che è infedele alla bellissima moglie. Da quel momento in poi la sua carriera si arricchirà di nomi come Nanni Loy, Franco Brusati e Renato Castellani, ma soprattutto di Margherita Rita Valetti che però non è una regista, ma sarà la moglie di Milian, nonché madre del loro unico figlio: Tomas Milian Jr, anche lui attore.Tra Hollywood e ItaliaNotato da Hollywood, alternerà kolossal americani a pellicole italiane: apparirà quindi ne Il tormento e l’estasi (1965) interpretando Raffaello Sanzio, contraltare di Michelangelo (Charlton Heston) , ma anche ne Le soldatesse (1966) di Valerio Zurlini, Banditi a Milano (1968) di Carlo Lizzani e Dove vai tutta nuda? (1969) di Pasquale Festa Campanile. L’Italia, in effetti, sarà la sua seconda casa per molti anni: Lucio Fulci, Liliana Cavani, Sergio Corbucci e Dacia Maraini se lo contenderanno anche per piccoli ruoli, mentre Dennis Hopper, il mitico attore, lo vorrà fra Peter Fonda e Kris Kristofferson in Fuga da Hollywood Ultima follia(1971).Faccia da poliziescoSi segna anche un abbandono di quei ruoli intellettuali, a causa della sua faccia che, ricoperta di una fittissima barba e perfetta smorfia comica, sarà eccezionale per: polizieschi come Non si sevizia un paperino (1973) di Fulci, Milano odia La polizia non può sparare (1974) e Il giustiziere sfida la città (1975) di Umberto Lenzi; spaghetti western come I quattro dell’Apocalisse(1975) di Fulci e commedie scollacciate stile 40 gradi all’ombra del lenzuolo (1975) di Sergio Martino.Diretto da Yves Boisset in Una donna da uccidere (1975), entrerà nella storia del cinema italiano per il suo sodalizio artistico con Bruno Corbucci, per il quale presterà viso e movenze nel ruolo del commissario, volgarotto e dai modi bruschi, Nico Giraldi, anche soprannominato “Er Monnezza”.

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