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Dopo Fatal Instinct (1993) e Il verdetto della paura (1994), lavora nuovamente con Sylvester Stallone in Dredd La legge sono io (1995). Ottiene una parte nell’erotico Striptease (1996) e nello sci fi On the Beach (2000), prima di interpretare Ulisse nel film tv The Odyssey (1997).Le grandi produzioni in America e all’esteroAlterna il cinema e la televisione al teatro, ma è soprattutto grazie al grande schermo che riesce a tenere alta la popolarità del suo volto così particolare ed esotico. Nel 2001 è in Federal Protection, seguito dal thriller Tough Luck (2003) e dalla curiosa tripla interpretazione in Consequence (2003) di Anthony Hickox, dove veste i panni di tre fratelli, mettendo in luce le sue qualità d’attore.

Gender discrimination in fasting, feasting Nath Prasad. 6. Women in Shobha De a feminist perspective Sarada. Questa trama semplice e pretestuosa con cui Biggio e Mandelli vorrebbero raccontare i peggiori vizi italioti è in realtà una sequela di gag di dubbio gusto e di alcuna efficacia (si ride meno del primo) che coinvolgono una discreta parte del repertorio dei due. Che qui si sentono più autori e che, involontariamente ma neanche troppo, con i due lampadatissimi spettatori con fidanzata ci rivelano che i “soliti idioti” veri, secondo loro, sono proprio coloro che vanno a vederli. Dall’ormai celebre “Dai cazzo” ai pirati della strada vestiti come quelli caraibici di Depp e soci, il livello contenutistico e formale del film è basico.

Il cinema nel sangue, fin dal suo nome: Emma (come il personaggio di Jane Austen portato sullo schermo da Gwyneth Paltrow) Stone (nonostante non sia parente del regista Oliver) ha degli occhi lampeggianti che le mangiano la faccia, magnetici, un fisico che ricorda vagamente Megan Fox e in generale una Bratz, e un talento tutto da esplorare.L’ingresso nello showbiz avviene da quella che è l’anticamera per la maggior parte degli attori e delle attrici, ritenuta meno nobile del teatro (che in effetti bazzica fin da undicenne) ma altrettanto importante e significativa: nel 2005 la Stone, diciassettenne, prende parte ad un episodio della serie tv Medium, interpretando Cynthia, e passa rapidamente dal set di questa stagione al tv movie The new Partridge family (è Laura Partridge).Altrettanto famosa è Zack e Cody al grand hotel (una delle due protagoniste è la Ashley Tisdale di High School Musical, lanciata proprio da questa serie), produzione che la vede impegnata nel doppiaggio di una puntata del 2006.Lucky EmmaMuove i primi passi con discrezione, la rossa Emma, ma lo fa intelligentemente: nello stesso anno partecipa anche a Malcom, serie celebre anche in italia, e a Lucky Louie: da comparsa comincia già a diventare un volto a cui il pubblico affamato di serial è spronato a tenere d’occhio, trovandola minimo comune denominatore tra serie tra loro molto diverse (e che quindi significano fascia di pubblico più larga a cui la giovane attrice arriva).Finalmente la Stone riesce a ritagliarsi un ruolo costante all’interno di un’intera stagione di Drive (2007), come Violet Trimble (cognome che richiama la parola inglese ‘trouble’, ‘pasticcio’, ‘confusione’, ed è effettivamente quello che i seguenti personaggi di Emma porteranno nella storia interessata).L’approdo al cinema è anch’esso datato 2007: Suxbad tre menti sopra il pelo di Greg Mottola è una commedia demenziale nella quale alla giovane è affidato il ruolo dell’agognata Jules, che si barcamena in un clima testosteronico nerd (quello di Jonah Hill, Michael Cera, Seth Rogen).Nello stesso filone comico demente rientra pure il suo secondo film, The rocker Il batterista nudo (2008) di Peter Cattaneo (stavolta l’imbranato di turno è Rainn Wilson), mentre più ‘rom’ che ‘com’ è La coniglietta di casa di Fred Wolf, in cui spadroneggia la svampita e biondissima Anna Faris, schiamazzante ma comunque innocua house bunny, acqua e sapone.Nel film in cui fa capolino persino Hugh Hefner, Emma è una delle conigliette di playboy, dolce e solidale nonostante il curioso ‘mestiere’, in un ruolo del tutto diverso da quello in La rivolta delle ex (2009) di Mark Waters, nel quale interpreta di nuovo una comprimaria significativa, una delle innumerevoli ex fidanzate/fantasma inferocite del playboy protagonista (un altro!), il pompato Matthew McConaughey.Emma a ZombielandLa verve, l’inclinazione per la commedia e la versatilità all’interno del genere (passa con naturalezza dall’essere acida e vendicativa a romantica e ingenuotta), oltre che la buona prova nei panni di Abby in Paper man (2009, inedito in Italia) di Kieran e Michele Mulroney convincono Ruben Fleischer ad assodarla nella gang dei caccia zombie di quello che ormai è un piccolo cult (e boom al boxoffice americano), il suo Benvenuti a Zombieland, pellicola horror con sfumature comiche, romantiche e genialmente citazioniste.Emma è la tosta e combattiva Wichita, che forma una curiosa e buffa coppia con Jesse Eisenberg, una micidiale alleanza con la sorella sullo schermo Abigail Breslin, e tiene testa a Woody Harrelson: i fantastici quattro sbancano i botteghini e si preparano al sequel.A questo punto la giovanissima attrice si trova la strada spianata: si destreggia in un’altra esperienza di doppiaggio, stavolta ‘canina’ (per Sansone di Tom Dey), e perfino in un video short per l’I phone.Easy (Emm)AOrmai assicurato volto comedy su cui scommettere, per la Stone arriva davvero il salto di qualità che la pone finalmente all’attenzione della critica e le porta lodi da più parti con Easy girl (2010) di Will Gluck.Protagonista assoluta, mattatrice di una commedia arguta tra Juno e Mean girls, interpreta un ruolo che le calza a pennello e che la fa vedere da molti come un mix esplosivo tra Reese Witherspoon, Drew Barrymore e proprio Anna Faris: è il ruolo di Olive, liceale all’inizio invisibile e poi, dopo una bugia a sfondo sessuale (non a caso il sottotitolo originale del film è “Let’s not and say we did”), bomba sexy reginetta della scuola. Emma, Cenerentola moderna che al posto della bacchetta magica ha dalla sua l’arte della parola, è credibile in entrambe le fasi del personaggio e passa da un eccesso all’altro con misura, ben servita da dialoghi affilati e cinici e da una storia che la dice lunga sul potere della parola e del pettegolezzo, e di come la notorietà sia manipolabile e creabile dal nulla (basta una vergine che improvvisamente e apparentemente diventa una macchina del sesso).Proprio il 2012 le darà una popolarità davvero mondiale: Emma è infatti la protagonista femminile del nuovo Spiderman, dopo la trilogia firmata Sam Raimi.In seguito a vari provini con il regista Marc Webb (500 giorni insieme), e fino all’ultimo oscillante fra ben due degli storici interessi amorosi di Peter Parker (impersonato da Andrew Garfield, con Eisenberg in The social network e anche lui fresco della candidatura ai Globi d’oro), Gwen Stacy e Mary Jane Watson, alla fine l’attrice si è aggiudicata la parte del biondo, indimenticabile primo amore del supereroe. E la presenza del personaggio di Emma, che nella serie a fumetti muore ben presto, complice forse proprio l’ottima aderenza fisica e non dell’attrice, ha perfino immediatamente annullato in questo ‘Spiderman reloaded’ la presenza del secondo (la rossa MJ appunto), mentre si è preferito lasciar campo libero ad un’unica partner femminile.Come se la vera first lady del cinecomic, la super star comunque e qualunque fosse il suo personaggio dovesse essere sempre lei.

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