Nuovi Ray Ban Tondi

La decadente parabola in discesa del cantante di musica leggera, Tony Pisapia e del suo omonimo calciatore, attira la curiosità della critica cinematografica italiana, che rimane affascinata dall’estro e dalla durezza con la quale Sorrentino intesse, visivamente e sulla carta, una serie di casuali incontri e deboli relazioni attorno ai due protagonisti che conducono vite parallele, fino a un epilogo nel quale uno dei due perdenti diventa vincente. Stavolta, l’attore napoletano veste i distinti ed eleganti panni di un misterioso uomo che vive da otto anni in un albergo svizzero e che vede la sua oscura vita minacciata da un improvviso innamoramento. Anche stavolta, la critica italiana (e non solo quella) è unanime.

Che logica c’è nel costruire sequenze perfette banalizzate da aforismi ridicoli? Nel reclutare grandi attori utilizzati malissimo? Nel voler fare cinema per soddisfare il proprio narcisismo senza rispettare minimamente il pubblico? La risposta spetta a Sorrentino, che peraltro ha un’ampia giustificazione: i suoi fans sono contenti così. Vogliono questo tipo di cinema, fatto di sequenze messe una dopo l’altra senza costrutto, di colpi di genio che lasciano il tempo che trovano, di invenzioni che soddisfano l’amor proprio del regista ma lasciano indifferente chi, come me, negli anni ha avuto la fortuna di assistere ad un tipo di cinema diverso: quello che colpisce al cuore.”Youth” è finito, finalmente: siamo liberi. I pochi spettatori sono sbigottiti, la delusione affiora sui loro volti stanchi.

Quanto all’attore non protagonista, finalmente Christian Bale è riuscito a ottenere la sua prima candidatura all’Oscar per The Fighter e a impugnare la prestigiosa statuetta d’oro. A svecchiare ulteriormente l’edizione numero ottantatré della notte degli Oscar è stata la vittoria di Trent Reznor (e Atticus Ross) per la miglior colonna sonora originale realizzata per The Social Network. “Tutto questo sta accadendo realmente”., Ha iniziato così il discorso di ringraziamento il leader dei Nine Inch Nails che per l’occasione ha indossato il suo abito migliore.

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Ammantata da un immacolato bagliore crepuscolare, Michelle Pfeiffer ha incarnato il sogno incantato che animava le austere notti di Matthew Broderick, in Ladyhawke. Ha poi saputo toccare in fondo ai nostri cuori, grazie a quella sensualità dolente e rigorosa sprigionata in Le relazioni pericolose. Conducendoci, inoltre, nell’intimo tormentato di una cameriera nevrotica che ha Paura d’amare.

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